Comunicazione del Presidente

Il XXI congresso della Società Italiana di Psicopatologia, tenutosi a Roma dal 22 al 25 Febbraio 2017, è stato caratterizzato da una particolare attenzione dedicata ai disturbi dell’alimentazione, evidenziata anche nel messaggio di saluto inviato ai congressisti dal Presidente della Repubblica, che ha citato i disturbi alimentari tra le malattie psichiatriche maggiormente responsabili di sofferenza psicologica.

Al convegno ci sono stati numerosi eventi scientifici sui Disturbi Alimentari di cui riteniamo opportuno riferire brevemente.

Corso precongressuale: “Disturbi dell’alimentazione”.

Il primo evento ha visto la presentazione dei più recenti avanzamenti della ricerca in relazione alla diagnosi, alla psicopatologia, alle comorbidità e all’organizzazione delle cure. Al Simposio hanno partecipato Angela Favaro (Padova), Umberto Volpe (Salerno) Walter Milano (Napoli) e Riccardo Dalle Grave (Verona). Importanti i temi affrontati: le conseguenze dell’adozione dei nuovi criteri diagnostici del DSM-5 sulla stima della prevalenza dei disturbi alimentari e l’aumento del numero di pazienti cui può essere attribuita una diagnosi, il rapporto tra specifici aspetti psicopatologici come perfezionismo e bassa autostima con la comporbidità psichiatrica, l’identificazione delle complicanze mediche e il loro trattamento, il lavoro in equipe multidisciplinari, la possibilità di accesso a differenti percorsi di cura e i vantaggi della terapia ambulatoriale intensiva.

Simposio precongressuale sezione SOPSI-Gruppo Giovani: “Dall’attaccamento alla psicopatologia nei disturbi dell’alimentazione”

La prima relazione tenuta da Maurizio Dodet (Siena) ha illustrato gli stili di attaccamento nelle famiglie dei pazienti con disturbi alimentari, che possano rappresentare la base di interventi terapeutici. Giovanni Castellini (Firenze) ha presentato i dati di una ricerca, svolta in collaborazione tra le università di Firenze, Napoli e Chieti, in cui è stato evidenziato il legame tra stili di attaccamento insicuro, disturbo dell’identità corporea e la psicopatologia alimentare. Alessio Maria Monteleone (Napoli) ha riportato come i diversi stili di attaccamento possano modulare la risposta allo stress interpersonale, sia da un punto di vista emotivo che biologico (cortisolo), e come differenti tratti di personalità, quali l’alessitimia e l’aumentata sensibilità verso il rifiuto sociale, possano avere un ruolo nella disregolazione della risposta allo stress.

Il simposio patrocinato dalla SIPA, “Nuovi trattamenti e approcci terapeutici nei disturbi dell’alimentazione”.

Il tema era incentrato sulle nuove proposte di terapia, i fattori in grado di predire gli esiti delle terapie e l’organizzazione dei percorsi di accesso alle cure per il miglioramento degli interventi.

Elena Tenconi (Padova) ha discusso i deficit cognitivi rilevati nei pazienti con disturbi alimentari (scarsa coerenza centrale e inflessibilità cognitiva) ed il ruolo della Cognitive Remedation Therapy in aggiunta ai trattamenti as usual, per migliorare l’outcome terapeutico. Bernardo Dell’Osso ( Milano) ha presentato una panoramica delle più recenti tecniche di stimolazione cerebrale ( Stimolazione Magnetica Transcranica o la Deep Brain Stimulation) il loro utilizzo in psichiatria e il potenziale utilizzo nei disturbi alimentari. In uno studio sui predittori di esito del trttamento, condotto da Valdo Ricca

(Firenze), sono stati individuati come predittori di esito negativo la distorsione dell’immagine corporea e la durata di malattia nell’anoressia nervosa; il cross-over diagnostico, l’abuso di sostanze e distorsioni cognitive gravi nella bulimia nervosa. Anche la scarsa funzionalità sessuale e una storia di abuso in età infantile sono predittori di esito negativo.

Il simposio si è chiuso con l’intervento di Umberto Volpe (Salerno) che ha presentato i risultati di uno studio relativo allo stato della rete di cura per i DA, svolto in 8 centri italiani specializzati. Il tempo medio necessario perchè una persona con disturbo alimentare abbia accesso alle cure specialistiche dopo l’esordio dei sintomi è risultato di 114 settimane; l’accesso diretto alle cure specialistiche si osserva solo nel 17% dei casi. Lo studio, di notevole rilevanza per le politiche sanitarie, ha messo in evidenza che è necessario includere nelle future analisi anche i servizi di salute mentale non specialistici e l’importanza di programmi formativi specifici per I medici di medicina generale e per gli specialisti della nutrizione.

Simposio “Approccio multidisciplinare alla comprensione dell’anoressia nervosa e del suo trattamento: dal cervello alla psicoterapia”

Partendo dalla presentazione di dati derivanti dagli studi in modelli animali privati di cure materne Giovanni Abbate-Daga (Torino) ha illustrato le evidenze della letteratura sugli esiti delle terapie psicoterapie psicoanalitiche in confronto con altre (in particolare CBT). Alessio Maria Monteleone (Napoli) ha illustrato i dati della risposta neuroendocrina e psicologica all’esposizione ad uno stress psicosociale acuto discutendone le implicazioni per un intervento terapeutico incentrato sulle dinamiche interpersonali. Angela Favaro (Padova) ha discusso le relazioni tra misure neuropsicologiche quali l’inflessibilità cognitiva, alterazioni neuroanatomiche e neurofunzionali rilevate con RMF e l’esito del trattamento.