Anoressia Nervosa

Informazioni correlate:
- Caratteristiche psicologiche
- Complicanze mediche
- Evoluzione

Il termine anoressia de riva dal greco “anorexia” e significa letteralmente “mancanza di appetito”. Si tratta tuttavia di una definizione non del tutto appropriata, in quanto il nodo centrale dell’anoressia non è il fatto di non sentire la fame (che anzi spesso è molto presente e in genere viene negata dalla persona forse proprio perchè fortemente temuta) ma un desiderio patologico di essere magre.
Generalmente per fare una diagnosi di Anoressia Nervosa si ricorre ai criteri stabiliti dall’Associazione degli Psichiatri Americani:

Criteri diagnostici

A) Rifiuto di mantenere il peso corporeo al di sopra del peso minimo normale per l’età e la statura (ad esempio una perdita di peso che porta a mantenere il peso corporeo al di sotto dell’85% di quello previsto; oppure, durante il periodo della crescita, incapacità di realizzare un aumento di peso, con la conseguenza che il peso corporeo resta al di sotto dell’85% di quello previsto).

B) Intensa paura di acquistare peso o di diventare grassi anche quando si è sottopeso.

C) Disturbo del modo in cui il soggetto ha esperienza del proprio peso e della forma del proprio corpo; inadeguata influenza del proprio peso e della forma del proprio corpo sulla valutazione di sé stessi (autostima) o negazione della gravità del proprio sottopeso.

D) Nelle donne dopo il menarca, amenorrea, cioè un’assenza di almeno tre cicli mestruali consecutivi.

Forme di Anoressia

  • Restrittiva: Durante l’episodio anoressico attuale il soggetto non ha presentato regolarmente crisi bulimiche o un comportamento di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di diuretici, lassativi o clisteri)
  • Con crisi bulimiche e/o condotte di eliminazione: Durante l’episodio anoressico attuale il soggetto ha presentato regolarmente crisi bulimiche o un comportamento di eliminazione (vomito autoindotto, uso inappropriato di diuretici, lassativi o clisteri)

Le persone che soffrono di anoressia nervosa sono quindi sottopeso a causa di una forte diminuzione dell’introito alimentare. Per capire se una persona è in sottopeso e stabilire anche la gravità della sua magrezza si fa ricorso all’Indice di Massa Corporea che indica il rapporto tra il peso in chilogrammi di una persona e il quadrato della sua altezza espressa in metri. In genere si fa una diagnosi di Anoressia Nervosa quando l’indice di massa corporea è uguale o inferiore a 17.7 (valore di riferimento per il sesso femminile di età superiore ai 18 anni).
Chi soffre di Anoressia spesso non si rende conto della propria magrezza, anzi è terrorizzato dall’idea di aumentare di peso e di diventare grasso. Si cerca di avere una “disciplina” molto rigida sul controllo del cibo e del proprio peso. Le persone con Anoressia inoltre danno un’importanza eccessiva al peso e alle forme corporee per valutare sé stesse, come se la propria autostima dipendesse dal fatto di essere magre e di riuscire a controllare la propria alimentazione.
Un’altra caratteristica dell’Anoressia nelle donne è l’amenorrea, cioè la mancanza del ciclo mestruale per almeno tre mesi consecutivi dovuta alla perdita di peso e alla restrizione alimentare. Anche quando la persona recupera il peso in alcuni casi ci vuole un po’ di tempo prima che il ciclo mestruale torni ad essere regolare.
Spesso la malattia può cominciare in modo graduale e subdolo. Ad esempio una ragazza può cominciare a mangiare un po’ di meno per motivi diversi: per perdere qualche chilo ritenuto di troppo, per dei problemi digestivi generici, per disturbi fisici o interventi chirurgici. E’ frequente che l’esordio del disturbo sia preceduto da eventi stressanti o da importanti cambiamenti di vita come cambiamenti di scuola o di residenza, rottura di una relazione o difficoltà scolastiche.
Esistono due diverse forme di anoressia, una definita “restrittiva” in cui la perdita ed il controllo del peso sono dovuti al digiuno, alla restrizione alimentare e, talvolta, ad una eccessiva attività fisica (iperattività); e una definita con crisi bulimiche e/o con comportamenti di compenso, che si caratterizza per la presenza di crisi bulimiche e/o comportamenti che, insieme al digiuno, hanno lo scopo di diminuire il peso corporeo: vomito autoindotto, uso improprio di diuretici e/o di lassativi.
Queste due forme si differenziano anche da un punto di vista psicopsicologico, la forma restrittiva spesso è caratterizzata da rigidità, ostinazione, perfezionismo e disturbi dello spettro ossessivo-compulsivo e ha una prognosi più favorevole; la forma bulimico-purgativa è spesso accompagnata da un intenso disagio psichico, da depressione e da comportamenti impulsivi.